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Una storia che parte da lontano...

Le prime attività di fototrappolaggio sulla fauna selvatica in Trentino risalgono alla fine degli anni '90, con l'installazione sporadica di alcuni dispositivi sperimentali per monitorare la presenza degli ultimi orsi autoctoni.

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La strumentazione prevedeva l'utilizzo di macchine fotografiche compatte, munite di rullino e collegate artigianalmente a sensori ad infrarossi (realizzate da Duccio Berzi, tecnico faunista e fototrappolatore).  

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Dal 2003-2004 il Servizio Faunistico della PAT ha cominciato ad utilizzarle stabilmente per il monitoraggio della fauna selvatica, dapprima in modo opportunistico e poi, dal 2015, anche con metodologie sistematiche e standardizzate, grazie all'iniziativa congiunta della PAT, del MUSE e, più recentemente, dell'Università di Firenze.

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È in questo contesto che si è costituito il gruppo di volontari che fin dall'inizio ha agito in stretto contatto con la PAT ed il MUSE, mettendo a disposizione preziose risorse ed energie umane.

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Negli ultimi 10 anni il fototrappolaggio ha conosciuto un notevole sviluppo tecnologico: i modelli disponibili sono numerosissimi e l'utilizzo di questa strumentazione si è ormai diffuso in maniera trasversale a diverse categorie (gestori, tecnici, ricercatori, fotoamatori, cacciatori, appassionati di natura).

 

Da più parti è emersa l'idea che una regolamentazione ad hoc sia necessaria, in relazione soprattutto alla gestione della privacy, ma ad oggi essa non c'è.

Ph. Arch. MUSE
Ph. Arch. MUSE
Tuteliamo la tua privacy

Le fototrappole posizionate sul territorio dal gruppo di volontari MUSE-PAT vengono segnalate da appositi cartelli con loghi istituzionali e dati di contatto del proprietario.

Si ricorda che eventuali immagini di persone vengono immediatamente distrutte, in conformità a quanto previsto dalla vigente normativa sulla privacy.

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